I Frati Carmelitani Scalzi ripercorrono la loro presenza a Mantova, grazie a questo meticoloso lavoro di ricerca condotto da Padre Attilio Ghisleri.Una vicenda di fede e di storia cittadina che si snoda nella chiesa e nel convento di Santa Teresa, noti ai mantovani per la presenza del Confortatorio dei Martiri di Belfiore, ma che rappresentano veri e propri gioielli di arte devozionale, qui riprodotti grazie alle fotografie di Marzio Bondavalli.
Tratto dal Libro I Carmelitani a Mantova :
Santa Teresa di Gesù (1515 - 1582)

Vestì l'abito carmelitano nel Convento dell'Incarnazione di Avila a ventun'anni e un anno dopo si consacrò definitivamente al servizio di Dio e della Vergine del Carmelo. Una strana e indecitrabile malattia la colse e ne uscì per un miracolo di S. Giuseppe. Verso i trentotto anni la sua vita spirituale ebbe un'impennata decisiva in termini di oblatività radicale a Dio: riprese con vigoria la pratica dell'orazione, che aveva alquanto trascurata, e attraverso di essa il Signore la portò verso sublimi elevazioni mistiche. La tipologia della sua dinamica interiore è eminentemente cristocentrica: il progressivo svelamento dell'umanità gloriosa di Cristo si accompagna a un più maturo e abbandonato contatto unitivo con Lui. Così l'alveo di una equilibrata umiltà accoglieva l'irruente abbondanza dei doni di Dio, cui faceva seguito la progressiva dilatazione della carità, come bisogno riconoscente ed esplosione di testimonianza. Fu ammessa a sperimentare tutto ciò che i mistici raccontano delle sublimi comunicazioni di Dio alle anime: estasi, locuzioni in-
teriori, rapimenti, contemplazioni, visioni immaginarie e intel-lettuali, voli di spirito e anche il matrimonio spirituale «come una luce penetra in una stanza da due finestre e dentro si fa un tutt'uno inseparabile» (Castello, VII mans.).
Ciò che ella visse in prima persona conflui per dono di obbedienza e per ispirazione dello Spirito Santo in una variata modulazione di scritti, da cui traspare la palese intenzione di aiutare le anime, a partire dalle sue monache, a progredire nella vita di orazione fino ai massimi vertici della contemplazione. I doni da Teresa ricevuti dovevano diventare doni di tutti, quindi della Chiesa: La Vita, il Cammino di perfezione, il Castello Interiore o Mansioni, le Fondazioni, le Relazioni spirituali, le Esclamazioni, gli Avvisi, le Costituzioni, il Modo di visitare i monasteri, le Poesie e 457 delle molte centinaia di Lettere scritte.
Ciò che affascina di più nella personalità di S. Teresa d'A-vila è l'armonioso coagularsi in maturante sintesi di valori compositi, che vanno dalla giovialità, alla dolcezza, dalla forza d'animo alla perseverante tenacia, dalla rapida intuizione all'esatta percezione della propria debolezza, dal bisogno di nascondersi in Dio all'urgenza di una chiamata alla testimonianza sulle strade di quasi tutta la Spagna. Forte e cosciente umanesimo e vigorosa spiritualità si sposano in Teresa in modo perfetto; così la donna e la santa non sembrano mancare di nessun anello per disegnare una tipicità d'immagine sempre proponi-bile.
Paolo VI la proclamò Dottore della Chiesa nel 1970.
La sua personalità
Dopo aver esaminato attentamente i suoi scritti ci chiediamo chi sia questa Santa spagnola del Cinquecento, il secolo d'oro dei santi.
Carmelitana verace e donna squisitamente e delicatamente innamorata di Cristo. Forte e tenace, aperta e umile, sorridente e esperta anche nel sopportare vicende pesantemente negative e nel soffrire l'incomprensione e i giudizi malevoli anche di ec-clesiastici. Intelligente e acuta nell' introspezione, sincera e simpatica, lottatrice contro le ingiustizie e insieme riservata e obbediente. Amica quasi gelosa del Signore nella sua umanità, capace di relazioni personali senza paure o ritrosie. Energica e volitiva, aperta agli affetti, lasciandoli liberi di scorrere puri verso amici e benefattori. Donna e poi religiosa mai banale o di tono decadente, con semplicità e candore racconta i prodigi del Signore dentro la sua anima, dubbiosa quanto basta per consultare le persone dotte di vari Ordini Religiosi; atleta dello spirito verso alture apicali del misticismo. Donna e sempre donna mai rassegnata ai limiti imposti alla sua condizione; arguta e intuitiva ha coltivato il sogno della bellezza interiore, dentro il ventare dello Spirito. Duttile e aperta ai cambiamenti ed eventi storici del suo tempo, con la passione di un'adolescente per il bene della Chiesa, con la determinazione di una maturità sorprendente. Sempre amabile e consapevole delle sue doti, le ha incanalate nei valori grandi che il Signore le suggerisce in numerose visioni e locuzioni interiori. 

Riesce a scambiare con Lui le parole più belle della sua vita e a riceverne in cambio altrettante illuminate e consolanti. Sta bene con Dio e con tutti, senza distinzione di ruoli. Sa cogliere il valore delle persone e sorridere sui loro difetti inevitabili. Sempre in movimento per le tante fondazioni volute dal Signore stesso, ma con l'anima agganciata teneramente a Lui; amante dell'eremo e della compagnia delle sue religiose, di cui si sente orgogliosamente madre e materna.
La Vita, il Cammino di Perfezione e il Castello Interiore sono tre opere fondamentali scaturite dalla sua esperienza, maturata nel sole di Dio e nella devozione all'Umanità preziosa di Cristo. Il suo realismo le suggerisce di non avere troppi consigli da dare: con tre parole fondamentali ci traccia il cammino per andare là dove Dio ci chiama, per trovare la pace nel cuore e dare un'impronta indelebile alla vita santa e rinnovata del Carmelo.
Prima di tutto bisogna curare l'Amore vicendevole.
Poi il distacco dalle creature.
E infine la vera umiltà.
Padre Attilio Ghisleri OCD